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Se perdono i democratici le elezioni non valgono.

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2 episodi raccontano bene la reazione della Milano democratica, progressista civile e antifascista al voto del 25 Settembre: l’occupazione del Liceo Manzoni e lo sclero della influencer Giulia Torelli contro il voto dei vecchi.

Le occupazioni sono un rito trito e ritrito che si consuma ad ogni autunno nei licei e abbisogna di buoni spunti per innescare la miccia. Così alle avanguardie del liceo classico Manzoni non è parso vero poter occupare la scuola in segno di protesta contro il grave attentato alla Costituzione determinato dalle elezioni vinte dalla Meloni. Pur essendo una scuola di élite i ragazzi non hanno imparato un concetto basilare: il voto è libero, chi conquista la maggioranza del Parlamento è legittimato a governare. E la democrazia ragazzi, ed è proprio l’opposto di quel fascismo che volete combattere con l’occupazione. Andate un po a ripetizione di storia e di costituzione e vedrete che la democrazia ha valore anche quando la propria parte perde. Ancora più bella la storia di Giulia Torelli. Forte della sua indiscussa competenza in materia di riordino degli armadi l’influencer 35enne ha diffuso il suo indignato pensiero sulle elezioni del giorno prima: il risultato è colpa dei vecchi cui andrebbe tolto il diritto di voto. La sua teoria , molto democratica e progressista , non fa una grinza: gli anziani hanno già votato tante volte , formano le loro opinioni solo sui TG…dovrebbero starsene  a casa immobili e senza proferire parola. Forse , è  il retropensiero, dovrebbero abbeverare la loro modesta cultura ,fatta di scuole che funzionavano, al pensiero unico degli influencer, che con i loro 29 milioni di followers hanno l’autorevolezza per indicare le scelte politiche. Giulia Torelli sa di esprimere una idea forte e rivoluzionaria, ma il momento è grave ( ha vinto la Meloni e il centrodestra) e quindi il vulnus alla democrazia va sanato togliendo il voto agli anziani. Non sono arrivate ne scuse ne smentite. Sfugge a Giulia che non è colpa dei seniores se i giovani non vanno a votare, e che, magari, fra gli anziani c’è anche qualcuno che ha combattuto perché si potesse votare ed essere liberi. Alla influencer  bisogna augurare di poter passare una vecchiaia serena, autosufficiente e circondata dall’affetto e dal rispetto che lei ha  trasmesso verso il valore della esperienza. Insomma questi 2 episodi dimostrano che la Milano dei diritti, della tolleranza, della  inclusivita’, si scopre poi non vaccinata alla democrazia e alla banale libertà di voto. E in una società democratica quando le tue scelte sono in minoranza non puoi ribaltare il tavolo e ottenere la vittoria perché tu rappresenti i valori,  quelli giusti, civili, progrediti, seri, competenti e, naturalmente, democratici.

Fabrizio De Pasquale

Fabrizio De Pasquale

Fabrizio De Pasquale ha 58 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media.  E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che questa dinamica città produce ogni giorno.  E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi cittadini.

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Source: Fabrizio c’è

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